ELM327 v1.5 o v2.1: il numero non significa nulla, ecco come riconoscere un buon adattatore

Da dove vengono questi numeri

ELM327 è il nome di un circuito progettato da una società canadese, ELM Electronics, per tradurre gli scambi tra un computer e la presa OBD2 di un'auto. Questo circuito ha avuto diverse versioni ufficiali nel corso degli anni, fino alle versioni 2.x.

Gli adattatori da pochi euro non contengono quasi mai il circuito originale. Usano un microcontrollore comune, programmato con un software copiato o riscritto che imita l'ELM327. Questo software annuncia il numero di versione scelto dal suo autore:

  • «v1.5»: per quanto ne sappiamo, non esiste una versione 1.5 ufficiale. Questo numero viene da una vecchia copia del software, spesso installata su un microcontrollore PIC18F25K80. Questi cloni gestiscono in genere la maggior parte dei protocolli.
  • «v2.1»: la versione ufficiale esiste, ma i cloni che la mostrano hanno in genere un software riscritto, più semplice, su un chip meno caro. Molti non gestiscono tutti i protocolli (in particolare quelli delle vecchie auto americane) e ignorano alcuni comandi, il che falsa il dialogo con alcune centraline.

Conclusione: il numero serve soprattutto da indizio, ed è esso stesso imitato. Un «v1.5» può essere scadente, un adattatore di marca può rispondere «v2.1» o altro e funzionare benissimo.

Che cosa significano le diciture degli annunci

DicituraChe cosa significaChe cosa pensarne
«v1.5»Software copiato della vecchia generazioneIndizio piuttosto buono, da confermare con il test
«v2.1» a prezzo molto bassoSoftware semplificato, chip economicoDiffidenza, soprattutto per le auto vecchie
«PIC18F25K80»Microcontrollore usato dai cloni miglioriPiuttosto buon segno, ma non verificabile senza aprire il guscio, e a volte falso
«Doppia scheda», «doppio chip»Due circuiti stampati, spesso con il chip PICStessa osservazione: un argomento di vendita, non una prova
«Compatibile con tutte le auto»Niente di precisoLo ignori; contano solo i protocolli e il Suo test
«Riprogrammazione», «codifica»Funzioni che modificano le centralineDa evitare: DiagAuto AI non riprogramma nulla, e queste funzioni comportano rischi

Che cosa risponde il comando ATZ

Alla connessione, un'app OBD2 invia prima all'adattatore il comando ATZ (reinizializzazione). Un adattatore di tipo ELM327 risponde con la sua identità, per esempio «ELM327 v1.5». È esattamente questo testo che gli annunci ricopiano, ed è per questo che non prova nulla: è scritto nel software del clone.

DiagAuto AI lo usa per una sola cosa: verificare che il dispositivo a cui è collegato sia davvero un adattatore OBD2. Una cassa o una TV Bluetooth a volte accetta la connessione ma non risponde: l'app lo indica invece di leggere codici «a vuoto». Se vuole vedere la risposta grezza, attivi «Dettagli tecnici» nelle impostazioni: nella schermata Diagnosi compare un pulsante «Invia ATZ».

Il test da fare appena arriva

Lo faccia subito, sulla Sua auto, per poter restituire l'adattatore se non va bene. Lo colleghi (dov'è la presa), accenda il quadro e lo connetta in DiagAuto AI.

  1. Leggi i codici guasto: la lettura deve andare a buon fine, con o senza codice. Un messaggio «l'auto non risponde», con il quadro acceso, è un cattivo segno (protocollo non gestito o adattatore difettoso).
  2. Controlli antinquinamento: deve comparire l'elenco dei test pronti / non pronti.
  3. Sensori: selezioni qualche sensore (regime, temperatura del liquido, velocità) e avvii il monitoraggio in tempo reale, a motore acceso. I valori devono aggiornarsi regolarmente per diversi minuti, senza disconnessioni. Più sensori seleziona, più l'aggiornamento è lento: è normale.
  4. Scansiona le centraline (auto in CAN, in genere dal 2008 circa): il numero di centraline trovate dà una buona idea della qualità. Nelle nostre prove, un clone Wi‑Fi ha trovato solo 2 centraline su una BMW, dove un adattatore di qualità migliore ne leggeva 18.
  5. Disconnessione e riconnessione: spenga il quadro, lo riaccenda, si ricolleghi. Un adattatore che chiede di essere scollegato ogni volta finirà per irritarLa.

Se i passaggi da 1 a 3 vanno a buon fine, l'adattatore è adatto per i codici del motore, i controlli antinquinamento e i sensori. Il passaggio 4 conta se vuole anche l'inventario delle altre centraline.

La scelta più sicura

Se non ha ancora comprato: un adattatore di una marca nota, venduto da un rivenditore serio, Le evita questa lotteria. Conti da 20 a 60 € per un buon modello (prezzi rilevati in Francia, indicativi). L'elenco dei modelli provati con l'app è nella pagina Quale adattatore OBD2 scegliere, e i criteri dettagliati nella nostra guida all'acquisto.

Domande frequenti

Il mio adattatore risponde «ELM327 v2.1»: devo buttarlo?

No, prima lo provi. Se legge i codici, i controlli antinquinamento e i sensori della Sua auto senza disconnettersi, fa il suo lavoro per l'uso OBD2 standard. Rischia soprattutto di mostrare i suoi limiti su un'auto vecchia o nella scansione delle altre centraline.

Un adattatore caro è per forza migliore?

Non necessariamente, ma un adattatore di una marca nota, venduto da un rivenditore serio, ha molte meno probabilità di essere un clone mal fatto. Ciò che conta è il risultato del test sulla Sua auto, non il prezzo né il numero visualizzato.

La versione visualizzata cambia qualcosa per DiagAuto AI?

No. L'app verifica soltanto che il dispositivo risponda come un adattatore OBD2, poi interroga l'auto. Contano le risposte dell'auto e il modo in cui l'adattatore le trasmette.